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Praga: quindici secoli di storia
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Sopra: una illustrazione di Praga risalente ai tempi in cui Hradcany, il quartiere del castello, non esisteva ancora

Praga, quindici secoli di storia

La città ha moltissimi soprannomi. Il più conosciuto è "la città delle 100 torri". In molti la chiamano anche "la madre delle 100 torri" o "il cuore battente d'Europa". Ma non è affatto casuale che il nome vero della capitale cecoslovacca sia Praga: Praga è un nome al femminile, come quello di una donna affascinante. E tale è Praga: misteriosamente seducente, avvolta da una magica atmosfera.
Le prime tribù stabilitesi in questi luoghi arrivarono già nel IV millennio prima di Cristo. Non ci si deve quindi meravigliare se sulla sua faccia si scoprono oggi piccole rughe. I primi abitanti conosciuti furono, 25.000 anni fa, nell'epoca glaciale, i cacciatori di mammut. Da quei tempi qualcuno ha sempre vissuto in questo territorio. Però la vera storia della città iniziò soltanto con gli sloveni, che arrivarono nel territorio di Praga nel VI secolo dopo Cristo. Nel IX e X secolo ebbe luogo l'unificazione di tutti i gruppi sloveni stanziatisi in Boemia ed anche la creazione di un primo stato, quello dei 'Premyslidi".
E' intorno alla fine del primo millennio che Praga cominciò a risplendere e a stordire i visitatori con il suo fascino. Nell'anno 965 arriva a Praga un mercante arabo-ebraico che descrisse la città come un centro mercantile di grandissima importanza. Lo storico Cosmas alla fine dell' XI secolo parlò di centri molto prosperi che si ingrandivano sotto il castello di Praga. E parlò anche di centri tedeschi, romani ed ebraici all'interno dei quali i mercanti vendevano la propria mercanzia. Ma la creazione della città moderna risale soltanto al XIII secolo, quando i cittadini, ancora divisi, ricevettero dal Re le prime leggi per commerciare, lavorare e vivere. Nel 1230 furono costruite le prime grandi mura che dividono la città dalla cosiddetta Stare Mesto, cioè la parte vecchia. Sull'altra riva della Moldava il re Premysl Oktar II fondò nell'anno 1257 Mala Strana.
I tempi più gloriosi Praga li visse ai tempi dell'imperatore Carlo IV (13461378). Carlo voleva far diventare Praga il centro più importante del suo grande impero. Nell'anno 1348 fondò la prima università europea a Nord delle Alpi, quella che oggi si chiama l'Università di Carlo. In quell'epoca Praga divenne una delle più grandi città d'Europa, distesa su un territorio di 8 km quadrati, in cui vivevano circa 40.000 abitanti.
Ma sotto la sua facciata di grande ricchezza vi erano profonde contraddizioni sociali che si evidenziarono ancor di più dopo la morte di Carlo e diedero origine ad un movimento riformistico, guidato da Jan Hus.
Dopo la morte di Jan Hus , bruciato sul rogo come eretico, tutta la Boemia insorse e naturalmente anche Praga. La ribellione, capeggiata da Jan Zelivsky, naque dalle proteste dei poveri di Praga, esattamente il 30 luglio 1419.
La Praga degli Ussiti (così chiamati in memoria di Jan Hus, alle cui idee si ispiravano) si sbarazzò del potere del patriziato tedesco e della chiesa. Si seppe anche difendere contro le crociate dell'Imperatore Sigismondo di Lussemburgo e diventò il centro più importante di tutto il paese.
Ma la potente corporazione dei mercanti di Praga imbastì una trattativa segreta con Vienna. Così dopo molte lotte fratricide proprio coloro che seguivano tutto da lontanto, gli Asburgo, nel 1526 arrivarono al trono boemo. E Praga rimase capitale. Passata l'epoca del Risorgimento, dal 1583 divenne anche il caposaldo dell'imperatore Rodolfo II. Però pian piano perse potere, ricchezza e soprattutto indipendenza politica. In questo periodo naque la sindrome dell'indipendenza dei boemi che, durò, con molte variazioni, per molti secoli.
Se qualcuno in Boemia dice Bila Hora (montagna bianca) tutti sanno cosa significa. In questa località, vicino a Praga, venne battuto l'8 dicembre 1620 l'esercito dei feudali boemi, che volevano appunto più indipendenza politica ed economica da Vienna. Conseguentemente Praga, caposaldo di questa ribellione, fu duramente punita. Venne accelerata così la sua caduta culturale, politica e sociale. Poi le persecuzioni, l'emigrazione dei non cattolici, le epidemie e le perdite di guerra abbassarono il numero degli abitanti da 60.000 a 25.000.

L'Imperatore cambiò casa: andò a Vienna e Praga diventò un piccolo centro provinciale.
Ai praghesi naturalmente questo non piaque. Si realizzarono nell'arte e, soprattutto dopo il grande incendio del 1689, disegnarono la città con quello stile molto particolare che è il tipico barocco di Praga. Però Praga e la Boemia restarono soltanto parti dell'impero austriaco.
Con il regolamento imperiale del 12 febbraio 1784 vennero definite le quattro zone storiche di Praga: Stare Mesto, Nove Mesto, Mala Strana e Hradcany, unite in una città sola: Praga. In questi anni naquero anche i primi quartieri operai Karlin, Smichov, Holesovice, Liben. Nella seconda parte del XIX secolo Praga cambiò di nuovo. Furono costruiti monumentali edifici, come il Teatro Nazionale, il Museo Nazionale, Obecni Dum, il nuovo Municipio. Per contro, nel progetto che vide l'eliminazione dalla città delle parti malsane dal punto di vista abitativo, cadde come vittima gran parte dello storico Stare Mesto. Al loro posto naquero edifici e case moderne, però molto meno belle. Il 28 ottobre 1918 Praga divenne la capitale dello stato indipendente cecoslovacco. Attualmente ci vivono circa 1.290.000 di abitanti.

 

 

 
 
 
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